
La cucina italiana entra nel patrimonio Unesco.
La cucina italiana è stata ufficialmente riconosciuta come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Un riconoscimento storico, perché per la prima volta non si tratta di premiare una singola ricetta e un prodotto, ma la cucina italiana nel suo insieme, intesa come espressione di identità culturale, sostenibilità e diversità bioculturale.
A differenza di altri patrimoni gastronomici già iscritti, come il pasto gastronomico francese, il Washoku giapponese o la cucina tradizionale messicana, la candidatura italiana non si concentra su tecniche o preparazioni specifiche. Al centro c’è il valore sociale del cibo: cucinare e mangiare come atti di cura, condivisione e incontro.
La cucina italiana viene così riconosciuta come un patrimonio vivo, popolare e diffuso, profondamente legato ai territori e ai ritmi stagionali, capace di coniugare cultura, sostenibilità e inclusione.
Questo riconoscimento si inserisce in un percorso già avviato con l’iscrizione dell’arte del pizzaiuolo napoletano (2017) e della dieta mediterranea (2010) nel patrimonio immateriale, e ha un impatto diretto sul turismo. Il cibo è già uno dei principali motivi di viaggio in Italia e in Europa, ora diventa anche un asset culturale certificato.
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